Mondiali Montréal 2026, Brandon McNulty sorprende tutti e vince l’oro! Sul podio Matthews e Van Der Poel – Ciccone nono
Nel mondiale delle stelle, a brillare sono quelle a sulla maglia dello statunitense Brandon McNulty. Il classe ’98 trova il colpo più importante della sua carriera aggiudicandosi la medaglia d’oro ai Mondiali Montréal 2026 con un attacco a sorpresa portato a circa 35 chilometri dal traguardo, nel momento in cui era stata neutralizzata l’azione promossa da Mathieu Van Der Poel. L’americano ha proseguito la sua cavalcata solitaria fino al traguardo, andando a vestire la prima maglia iridata della sua carriera. Medaglia d’argento invece per l’australiano Michael Matthews, che ha regolato in volata il primo gruppetto di inseguitori, arrivato a 13 secondi dal vincitore. Completa il podio un generoso Mathieu Van Der Poel, all’attacco a poco meno di 100 km dalla conclusione insieme a Quinn Simmons, quarto sul traguardo.
Conclude con una nona posizione Giulio Ciccone, più volte protagonista nel gruppo degli inseguitori con attacchi e contrattaccanti in una corsa davvero spettacolare. All’abruzzese sono poi mancate le energie per la volata nella quale sono state ottenute le due medaglie meno prestigiose, avendo provato ad allungare anche nell’ultimo giro. Si devono accontentare di qualche piazzamento alcuni degli altri favoriti: Isaac Del Toro è quinto, davanti a Mads Pedersen (sempre all’inseguimento) e Tom Pidcock. Disastro Belgio: la nazionale sulla carta più forte non va oltre il dodicesimo posto di Remco Evenepoel.
Il video dell’arrivo
L’arrivée de Brandon McNulty, champion du monde 2026 ! 🏆 #LesRP pic.twitter.com/fk2vj41Fqj
— Eurosport France (@Eurosport_FR) September 27, 2026
Il racconto della corsa
La partenza è subito frizzante, con diversi corridori che provano a uscire dal gruppo. Dopo poco meno di 10 chilometri l’azione riesce a un drappello abbastanza numeroso: vanno via infatti in 16, La composizione del gruppo di testa: Tilen Finkšt (Slovenia), Andreas Leknessund (Norvegia), Felix Engelhardt (Germania), Biniam Girmay (Eritrea), Henok Mulubrhan (Eritrea), Jamie Meehan (Irlanda), Guillaume Boivin (Canada), Emils Liepiņš (Lettonia), Heorhii Antonenko (Ucraina), Mihajlo Stolic (Serbia), Christofer Jurado (Panama), Alexandre Mayer (Mauritius), Iustin-Ioan Vaidian (Romania), Andreas Miltiadis (Cipro), Kaden Hopkins (Bermuda) e Amir Ansari (Rifugiati).
Il gruppo lascia fare e dà anche la possibilità a Fredd Matute (Honduras) di provare a congiungersi con gli attaccanti, ma il tentativo risulterà infruttuoso. Una volta che il vantaggio dei 16 va oltre i 3 minuti iniziano a mettersi al lavoro elementi di Belgio, Paesi Bassi e Messico. Il ritmo di queste tre squadre tuttavia resta placido e davanti continuano a guadagnare, raggiungendo i 6’30” di margine dopo 50 chilometri di gara. La nazionale messicana è quella che resta maggiormente presenta in testa, aiutata sporadicamente da Belgio, Gran Bretagna e Paesi Bassi, ma nessuna di queste squadre sembra volersi spremere troppo e il distacco arriva a toccare gli otto minuti al rientro a Montréal. Qui, dopo che la corsa supera il lungo ponte Samuel de Champlain dove Matute prova un nuovo tentativo a favor di telecamera, è la Francia a prendere in mano la corsa, con una progressione guidata da Bruno Armirail.
All’ingresso nel circuito il distacco è di un minuto inferiore, ma già nelle prime scalate di Chemin de Polytechnique e Avenue Pagnuelo il ritmo sale ulteriormente e al primo passaggio all’arrivo il distacco scende a 5’40”. Con il supporto anche della Svizzera, il gap cala notevolmente, tanto che al secondo passaggio il ritardo è di 3’59” e di 2’34” al successivo, con i battistrada che si sono ovviamente notevolmente ridotti nel corso delle prime tornate, così come decisamente è calato anche il numero di corridori in gruppo. Al passaggio successivo, che vede i soli Liepins, Leknessund, Engelhardt, Girmay, Mulubrhan e Meehan al comando, il gruppo, sempre condotto da Armirail, transita con appena 55 secondi di ritardo.
La fuga del mattino viene così neutralizzata dalla Francia a poco più di 100 chilometri dalla conclusione, con lo scatto di Valentin Paret-Peintre. Ripreso dalle reazioni delle altre nazionali, fra cui l’Italia con Alberto Bettiol, il francese vede partire il connazionale Jordan Jegat, che prova più volte a scattare, lasciando poi il compito al compagno Pavel Sivakov, che continua a prendere il gruppo a frustate. L’azione successiva è opera di Gal Glivar (Slovenia), ma subito arriva la risposta della Francia con Jordan Labrosse e dell’Italia con Alberto Bettiol. In un gruppo già rimescolato, arriva così la prima accelerazione di Mathieu van der Poel, che prova a sondare il terreno. Subito dietro arriva un nuovo scatto di Alberto Bettiol, seguito da Mauro Schmid (Svizzera), con il gruppo che resta compatto.
A seguire si muove Anthon Charmig (Danimarca) e stavolta si crea un gap che Davide Piganzoli decide di non chiudere. Il danese passa così al traguardo con 19 secondi di vantaggio sul gruppo, condotto dagli Stati Uniti con Larry Warbasse, ma la Francia riprende il controllo non appena si torna a salire. Alex Baudin porta così via un gruppetto con Maxim Van Gils (Belgio), Christian Scaroni (Italia) e Giulio Pellizzari (Italia). A loro si uniscono rapidamente Ben Healy (Irlanda), Oscar Onley (Gran Bretagna), Andreas Kron (Danimarca), Jørgen Nordhagen (Norway), Santiago Buitrago (Colombia) e Mathieu van der Poel (Paesi Bassi), la cui presenza ovviamente provoca nuove reazioni dal gruppo. Visto partire il suo rivale di sempre, da dietro si muove infatti anche Wout Van Aert (Belgio), seguito da Primoz Roglic (Slovenia) e Brandon McNulty (Stati Uniti).
Questi 14 uomini non riescono tuttavia subito a trovare l’intesa e il gruppo si riporta sotto, condotto dalla Francia. A quel punto tuttavia Van Aert rilancia, seguito subito da Mathieu van der Poel, con anche Oscar Onley pronto a reagire. Su di loro si riportano Anthon Charmig e Primoz Roglic, con Quinn Simmons (Stati Uniti) che capisce il pericolo e riesce a chiudere a sua volta, uscendo da un gruppo che poco dopo viene colpito da una caduta, nella quale resta coinvolto anche Tom Pidcock (Gran Bretagna).
I nuovi attaccanti passano al traguardo con un vantaggio di 41 secondi, mentre Pidcock è poco dietro, cercando di rientrare scortato da Mark Donovan. Quando si torna a salire arriva il primo scatto in gruppo di Isaac Del Toro (Messico), subito seguito da Remco Evenepoel (Belgio), Paul Seixas (Francia), Brandon McNulty (Stati Uniti), Ben Healy (Irlanda), Matteo Jorgenson (Stati Uniti), Tobias Johannessen (Norvegia), Juan Ayuso (Spagna) e Giulio Ciccone, mentre poco dietro si forma un altro gruppetto in cui trovano posto anche Davide Piganzoli e Christian Scaroni, accompagnati da Adam Yates (Gran Bretagna), Mikkel Honoré (Danimarca) e Michael Matthews (Australia). La mancanza di intesa tra i primi inseguitori consente a questi uomini di rientrare mentre in testa Mathieu van der Poel piazza una accelerazione violentissima che vede i soli Onley e Simmons riuscire a seguirlo, mentre gli altri salgono più regolari.
Il gruppetto dei favoriti, raggiunto da Stefan Küng (Svizzera) continua a non trovare l’intesa e concede un minuto ai battistrada al passaggio al traguardo, mentre il terzetto nel mezzo ha soli 16 secondi da recuperare. Alle spalle dei favoriti transita tuttavia un altro gruppetto di una quarantina di unità, fra le quali anche Tom Pidcock, ma quando si torna a salire al situazione cambia di nuovo. Roglic infatti sfrutta la salita più lunga per staccare Van Aert e Charmig e rientrare sul terzetto al comando, mentre dietro l’Italia prova a organizzare l’inseguimento. Il ritmo tuttavia non è altissimo e da dietro rientrano alcuni uomini, fra i quali Tom Pidcock, che prontamente risponde allo scatto di Ben Healy, come sempre molto attivo, e con loro si muove Matteo Jorgenson. Si crea una fase di stallo che consente loro di guadagnare qualche secondo, prima di essere raggiunti da Brandon McNulty, con il quale vanno a riprendere Van Aert e Charmig.
Dopo un rallentamento vistoso, arriva anche lo scatto di Isaac Del Toro, prontamente seguito da Paul Seixas, mentre non reagisce Remco Evenepoel, che perde contatto. I due uomini più attesi restano soli e con poche pedalate si riportano sul sestetto all’inseguimento, mentre Evenepoel cerca di organizzare un inseguimento avendo perso anche il treno di Ayuso, Honoré e Ciccone, che vanno a loro volta a chiudere il buco. Del Toro decide così di ripartire, subito seguito da Seixas e Pidcock, mentre perde contatto Van Aert, che inizialmente sembra incerto sul da farsi, vedendo non lontano Remco Evenepoel. Il campione del mondo a cronometro sembra tuttavia innervosirsi e chiede collaborazione ai corridori che sono con lui, provocando un rallentamento che porta Van Aert a rientrare sugli uomini davanti, a loro volta incerti sul da farsi, permettendo a Healy di allungare.
L’irlandese passa così con 19 secondi di ritardo sul quartetto di testa, mentre gli altri, condotti ora da Van Aert, sono a 28 secondi, mentre Evenepoel è a 46 secondi, con Buitrago, Piganzoli, Scaroni, Charmig, Yates, Nordhagen, Johannessen e Küng. Nella successiva scalata della Voie Camillien-Houde davanti Van der Poel attacca ancora, staccando Onley e Roglic, ma lo sloveno rientra salendo regolare. Il britannico viene invece ripreso da Healy, mentre dal gruppo Ciccone prova a muoversi, ma viene subito stoppato da McNulty, decidendo di rialzarsi. Il ritmo cala così ancora e alcuni uomini riescono a rientrare grazie ad Ayuso e Piganzoli.
Isaac Del Toro prova così un nuovo scatto, sempre seguito da Seixas e Jorgenson, la cui presenza porta di nuovo a rallentare. Rimasto attardato in precedenza, Evenepoel ora si riavvicina e stavolta Van Aert lo aspetta, per riportarlo in gruppo a poco meno di 45 chilometri dalla conclusione. Con l’intesa che fatica ad arrivare si muovono Matthews e lo stesso Evenepoel, ma Del Toro blocca entrambi i tentativi, portando a nuovi rallentamenti. Al successivo passaggio all’arrivo i battistrada hanno così 18 secondi di vantaggio su Healy e Onley e 32 sul gruppetto dei favoriti, tirato da Van Aert. Il belga si sposta quando si torna a salire con Pidcock che prende l’iniziativa mentre Healy va a riprendere i tre uomini al comando
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